CHIESA MATRICE

SANTA MARIA DELLE GRAZIE

 

 

 

 

La struttura è sostanzialmente tardo-romanica; molti sono stati i rimaneggiamenti subiti nel tempo, non sempre rispettosi delle strutture, dei raffinati decori barocchi e dei riferimenti storiografici. Le calamità naturali, come l’incendio devastante del 1769 ed il terremoto del 1908,  hanno  contribuito a cancellare le tracce primitive. Chiesa collegiata del XVIII sec. di grande fascino con una facciata abbellita in epoca barocca, come si può notare dalle profilature ondulate che si trovano ai lati . Sul lato destro una torre campanaria quadrata con mura possenti sostenute alla base da contrafforti.

 

 

L’interno è a tre navate con due cappelle laterali. La volta della navata centrale ha inserito in cornici, appositamente create dai Quadraturisti ,(architetti che definivano spazi appositi per meglio esaltare le pitture) tre splendidi pannelli di grande forza espressiva e pittorica che fanno riferimento alle “tre donne “ del vecchio Testamento anticipatrici della venuta di una “nuova donna,” Maria, assunta in cielo.

Il primo entrando: DEBORA      - proclama la grandezza di Dio : “ Tu gloria Jerusalem”                                                  Pittore: Cristoforo Santanna , sec. XIXIl secondo:              ESTER       -  salvezza del popolo eletto : “ Tu laetitia Israel”                                              Pittore: Cristoforo Santanna , sec. XIX.Il terzo:                   GIUDITTA -  gloria di Gerusalemme : “Tu onor populi nostri”                                           Pittore: Jorgh Sana , fine sec. XVIII.  Pannello frontale:  MARIA ASSUNTA IN CIELO FRA CRISTO E L’ ETERNO PADRE                                  Pittore: Josef Santi , 1811.

 

 


Sotto il dipinto un grande stemma in stucco bianco e foglie ornamentali, presumibile araldico dei Duchi Cavalcanti;  più in basso una citazione biblica (II libro delle Cronache 7,15) cancellata purtroppo da un recente restauro: “I miei occhi saranno aperti e le mie orecchie tese alla preghiera    di chi mi invocherà in questo luogo”  

Entrando a destra:

-         San Francesco d’Assisi, altare del XVIII secolo; statua in legno stuccato e dipinto del XIX secolo scolpita dal caccurese Filippo Procopio, che fu anche per molti anni sindaco di Caccuri. Il Santo ha il bordone, il libro e la croce. Intaglio pregevole, occhi in pasta vitrea in nicchia.

   A destra dell’altare:

-         San Vito, protettore contro la rabbia canina, olio su tela di epoca imprecisata. Il Santo è raffigurato in abito da legionario romano che regge sulla destra la palma del martirio e guida due cagnolini al guinzaglio.  

 

 

 


  Cappella ottagonale a destra:

-         Conosciuta come Cappella di S. Gaetano, si presume essere stata la primitiva fonte battesimale con ingresso dall’esterno,  ancor oggi è possibile scorgere un arco a botte, interrotto da una successiva costruzione.

 Al centro dell’altare:

-         Madonna Assunta  con ai lati  Padre e Figlio, in basso  S. Michele e San Giuseppe.  Olio su tela. (E’ probabile che in epoca bizantina la Chiesa fosse dedicata alla Madonna Assunta per il tema ricorrente in molti dipinti  compreso quello della volta centrale.)                                                                                                                

A destra dell’altare:

        Trasfigurazione di Cristo, olio su tela con Apostoli e Profeti.

A sinistra dell’altare:

         Madonna col Bambino, circondato da Angeli e Profeti; in basso San Gregorio e San Nicola.

 Sulla parete sinistra della Cappella:

-         Santa Lucia e San Lorenzo, olio su tela, sec. XVII                 Pittori: Cesara da Polistena – Gianni Bruno       

  Sulla parete destra della Cappella:

-         Redentore Infante con Santa Rosa e Angeli  La localizzazione di questo dipinto, come quello difronte, è provvisoria. Originariamente dovevano trovarsi altrove. 

Secondo altare a destra:

-         Annunciazione: Madonna e Arcangelo Gabriele con giglio, olio su tela del sec. XVII.

 

 

 

 

A destra dell’Altare:

-         Sant’Antonio da Padova, olio su tela.A sinistra:

-   San Nicola vescovo, olio su tela.

In fondo alla navata destra:

-         Cuore Immacolato di Maria nella nicchia dell’altare, in stucco bianco e decori.Altare del XVIII sec. – statua del XIX sec

 

 

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Sulla parete sinistra della Cappella :Santa Maria della Misericordia con Santo Vescovo (San Gregorio ) Pittore:Joseph Rao, 1765. Dal cartiglio (di difficile lettura)si intuisce che fosse posizionata in un sacello(presumibilmente Cappella del Rosario). Non si può inoltre escludere che la tela custodisca un dipinto precedente, se si osserva che al centro del cuore di Maria si intravede un piccolo Angelo. <

     Navata centrale:Ad ampio respiro con altare maggiore in muratura e fregi un tempo ornati e dipinti con vari colori.Santa Maria delle Grazie in nicchia a conchiglia con fregi in gesso ed in alto stemma con riferimenti cancellati. Ai due lati dell’Altare un coro ligneo a stalli a due ordini in origine terminanti con due seggi simmetrici. Ottimi intagli di artisti locali,seconda metà del sec. XVIII -Inizi sec. XIX. Sull’altare fattura.

  -    Sagrestia alla quale si accede attraverso un’angusta porticina a destra dell’altare.

 

 

 

 


Sulla parete centrale una grande tela quadrata con al centro del dipinto l’Immacolata tra Santa Chiara e Sant’Antonio da Padova. La Vergine è circondata da titoli lauretani e guarda con dolcezza i due Santi rassicurandoli sull’esito della lotta finale contro l’Antico Avversario che Ella ha sotto i suoi piedi. Tela di pregevole fattura racchiusa in una grande cornice lignea finemente intarsiata e lavorata e di grande valore. (Si presume che la Statua appartenesse al patrimonio del Convento dei Domenicani).     Navata sinistra:
-     Madonna Immacolata, legno dipinto con corona in lamina argento, in nicchia su Altare del sec. XIX. A destra dell’altare:-     Sant’Anna con Maria bambina, olio su tela, sec. XVIII.A sinistra dell’altare:-     Santa Lucia, olio su tela del XVIII secolo.-    Altare di San Luigi, in legno stuccato, sec. XX.  La statua è stata scolpita dal nostro concittadino Antonio Fazio. (NB: In precedenza l’altare era dedicato a San Giuseppe, statua in cartapesta stuccata e dipinta, opera di statuari leccesi dell’inizio del ‘900.)     A sinistra dell’altare:-         San Giuseppe col Bambino,  dipinto olio su tela, sec. XVIII-XIX     A destra dell’altare:-         San Rocco, olio su tela, sec. XIX.-         Altare della Madonna col Cristo morto, olio su tela     A destra dell’altare:                                -         S. Francesco di Paola, Olio su tela                                                               A sinistra dell’altare:-         San Pietro, olio su tela, sec.XVIII-XIX    In fondo:-     Cappella SS. Sacramento, altare con stucco a finto marmo,  Tabernacolo con marmi    policromi a tarsia e alzate con testine d’angelo e porticina in argento lavorato; sec .XVIII.Sopra l’altare il dipinto dell’Ultima Cena,  olio su tela, anno 1800.  Pittore: Cristoforo Santanna. (1735-1805).

 

 

 

 


Composizione pittorica con precisi riferimenti teologici e religiosi. Cristo è al centro con attorno gli  Apostoli; l’ Eucarestia è stata istituita e la Comunità Cristiana formata (vedi: piatti già usati). La proporzione della Tavola è in forte scorcio verso lo spettatore, per dar risalto all’avvenimento. Giuda, il primo a destra, con  viso stravolto e torsione del corpo verso l’esterno,  non fa più parte del Cenacolo.Il pittore, nel pieno della sua maturità artistica, morirà cinque anni dopo aver ultimato il dipinto all’età di 70 anni, doveva conoscere molto  bene la struttura compositiva del “Cenacolo” di Leonardo, che, spostando la figura di Giuda in avanti, riesce in questo modo a isolarlo senza però allontanarlo fisicamente. Meritano, infine, menzione : -         Pergamo con il confessionale sottostante ( quest’ultimo rimosso e posto nella Cappella Ottagonale),  in legno di noce a vista, opera pregevole di artisti Caccuresi diretti da B.Troncino, (che sarà anche chiamato nel 1836 a Strongoli  per la costruzione del coro della Cattedrale). Pergamo (anno 1795) ornato di frange con colomba simbolo dello Spirito Santo,  porta  inciso sul frontale la seguente iscrizione:
“Ascoltate la parola del Signore e le vostre orecchie recepiscano il discorso              che viene dalla Sua bocca”

 


 

 

 

-     Il Fonte Battesimale, situato in un vano a sinistra dell’entrata; è in granito scalpellato e legno.     Opera di artisti Caccuresi  (la lavorazione della pietra è una nobile tradizione ancora presente nel nostro paese). La conca ed il piede sono lavorati a             fogliami d’acanto in rilievo, sec.XV, la parte superiore è in legno di epoca più recente.-    Dell ’Organo a canne, sul soppalco in fondo alla Chiesa e di fronte all’Altare Maggiore, non  resta traccia alcuna. -     Il Campanile, a forma quadrata, contiene al suo interno, tre campane di dimensioni diverse che fino al decennio scorso venivano suonate con maestria da Caccuresi per comunicare al popolo avvenimenti gioiosi, tristi e a volte tragici.

 

 

 

 


La campana più piccola non reca incisioni, la media riporta la data del 1902, fabbrica Gennaro Danisi – Napoli; la grande (cm 130x90)  fusa da Angelo Rinaldi su commissione dell’Università di Caccuri nel 1578 ha sovraimpresso un grosso medaglione raffigurante la Madonna col Bambino e la scritta: “Devota a Santa Maria:Lodo il Dio veroRiunisco i fratelliPiango i defuntiAllontano la pesteRallegro i giorni di festa" I rintocchi erano forse ispirati da questa dedica.  La campana grande, in momenti particolari, come la morte di un Papa o un devastante incendio, veniva fatta oscillare pericolosamente ed il suono chiamava a raccolta la gente dei paesi vicini.